Cosa è la fideiussione?

di Massimo Gabelli

Cosa è la fideiussione?

Quando si chiede un prestito o un mutuo, la banca può pretendere che il debitore (mutuatario) si faccia affiancare, nella procedura di finanziamento, da un garante (fideiussore). Nel caso in cui il mutuatario non paghi il debito, la banca può richiedere il pagamento del debito al fideiussore.

Questa figura può essere chiunque: un familiare, un socio, un amico, il proprio datore di lavoro, ecc.; l’importante, per la banca, è che abbia indici di affidabilità patrimoniale, ovvero che sia proprietario di beni da aggredire in caso di mancata estinzione del debito da parte del mutuatario.

Una volta estinto il debito per conto del mutuatario, il fideiussore può richiedere la restituzione dei soldi da parte di quest’ultimo. Attraverso questo articolo cercheremo di capire meglio, in caso di non pagamento del mutuo, cosa può succedere al garante.

Da chi viene firmata la fideiussione?

Il contratto di fideiussione deve essere firmato da un soggetto che non sia il debitore (altrimenti non avrebbe ragione di esistere). Il contratto viene stipulato tra fideiussore e banca (Il debitore rimane estraneo al contratto). Nei termini del contratto, il primo si obbliga a garantire l’adempimento del debitore.

Cosa comporta?

Con la firma del contratto di fideiussione, il fideiussore si prende la responsabilità di pagare al posto del mutuatario il debito a carico di quest’ultimo, qualora questi non adempia. Per fare un esempio: Se il mutuatario deve duemila euro alla banca e il mutuatario non adempie, il fideiussore dovrà versare duemila euro alla banca.

Quindi nel caso in cui la banca non ottenga l’estinzione di tutte le rate del mutuo può mandare sia al debitore che al fideiussore una lettera di messa in mora. Se nessuna delle due figure estingue il debito, la banca può avviare la confisca dei beni  indifferentemente sia ai danni del mutuatario che del fideiussore.

Quali sono i rischi del fideiussore se il mutuatario non estingue il proprio debito?

Qualora il mutuatario non estingua il proprio debito, la banca può intervenire sui beni del fideiussore, avviando un pignoramento ai suoi danni; ad esempio può ipotecare la sua casa, confiscarla e metterla all’asta, può appropriarsi del suo stipendio, del  conto in banca, delle quote di una società ecc…

Prima di chiedere il pagamento al fideiussore come deve agire la banca?

Prima di agire direttamente contro il fideiussore, la banca deve comunicargli, che il mutuatario non ha rispettato la scadenza del debito. Solitamente questo avviene attraverso una raccomandata a.r. nella quale viene dato un termine entro il quale adempiere.

Su quale delle due figure deve agire prima la banca?

La procedura standard  vuole che, nel caso in cui il mutuatario ritardi l’adempimento, la banca può chiedere indifferentemente l’estinzione del debito sia al mutuatario che al fideiussore, agendo quindi  in base a ciò che gli appare più conveniente (solitamente agisce su colui che dispone di più beni pignorabili). Attraverso delle clausole all’interno del contratto di fideiussione la banca può ritrovarsi ad essere obbligata ad intervenire prima ai danni del mutuatario  e, solo  successivamente , se quest’ ultimo non può adempiere, nei confronti del fideiussore. Questo avviene attraverso  due tipi distinti di clausole:

  • Beneficio dell’ordine: Le parti stabiliscono che la banca debba richiedere preventivamente il pagamento al mutuatario (Questa clausola è detta anche “fideiussione semplice”)
  • Beneficio della preventiva escussione: Le parti stabiliscono che la banca avvii prima il pignoramento ai danni del mutuatario e, solo in caso di assenza di beni da pignorare, possa avviare la procedura contro il fideiussore. Quest’ultimo, nel momento in cui decide di avvalersi del beneficio, deve segnalare i beni del mutuatario che verranno sottoposti ad esecuzione.

Il fideiussore può rinunciare alla sua posizione?

L’obbligo del fideiussore di estinguere il debito al posto del mutuatario ha valore per tutta la durata del contratto, fino a che non viene estinto definitivamente.  Qualora all’interno del contratto di fideiussione non sia presente una data di scadenza, il fideiussore può rinunciare alla sua posizione in qualsiasi momento.

Quando è previsto il termine del contratto di fideiussione?

Nonostante la fideiussione duri solitamente finché permane il debito principale, il creditore per poter agire contro il fideiussore deve farlo entro termini prefissati. Scaduti questi termini la garanzia non è più efficace. I termini possono essere di:

  • Sei mesi: Termine previsto nella normalità dei casi.
  • Due mesi: Questo avviene se il fideiussore limita la propria garanzia al medesimo termine dell’obbligazione principale.
  • Termine diverso: Se viene espressamente previsto nel contratto di fideiussione dalle parti.

Se il mutuo viene annullato cosa succede al fideiussore?

Se il mutuo viene annullato perché ritenuto illegittimo da parte del giudice , il fideiussore viene liberato dal proprio obbligo. Il contratto di fideiussione resta valido solo fino a che è valida l’obbligazione principale.

Quanto deve pagare il fideiussore?

Il contratto di fideiussione non può prevedere il pagamento di somme diverse da parte del fideiussore rispetto a quelle dovute dal mutuatario alla banca.

Il debito del fideiussore può aumentare?

La fideiussione non prevede solo la copertura  del debito iniziale, ma anche degli interessi che vanno ammontandosi. Per cui, in caso di non adempimento da parte del mutuatario, di pari passo con il passare del tempo, aumenta anche l’ammontare del debito  da pagare alla banca da parte del mutuatario e del fideiussore.

Come può agire il fideiussore dopo aver pagato la banca?

Dopo aver estinto il debito con la banca, il fideiussore può richiedere il rimborso da parte del mutuatario, qualora questi non adempia spontaneamente, può esercitare ai suoi danni l’azione di regresso e l’azione di surrogazione. ( Spiegazione di queste due azioni da Massimo Gabelli se possibile).